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	<title>scuola calcio élite &#8211; Brescia Calcio Femminile | Le Leonesse d&#039;Italia</title>
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		<title>BCF Scuola Calcio Élite, il quarto incontro di formazione con relatrice Rita Guarino: &#8220;Dal campo alla panchina: un viaggio personale nel mondo del calcio&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 15:34:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Brescia, 24 aprile 2024 – Si è tenuto lunedì 22 aprile 2024, presso la sala Benaco dell’hotel Master a Brescia, il quarto ed ultimo incontro programmato per la stagione sportiva corrente nell’ambito del Progetto di Informazione attuato dal Brescia Calcio Femminile in quanto Scuola Calcio Élite, dal titolo &#8220;Dal campo alla panchina: un viaggio personale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Brescia, 24 aprile 2024 – Si è tenuto lunedì 22 aprile 2024, presso la sala Benaco dell’hotel Master a Brescia, il quarto ed ultimo incontro programmato per la stagione sportiva corrente nell’ambito del Progetto di Informazione attuato dal <b>Brescia Calcio Femminile in quanto Scuola Calcio Élite</b>, dal titolo &#8220;<em>Dal campo alla panchina: un viaggio personale nel mondo del calcio</em>&#8221; con relatrice <strong>Rita Guarino, ex calciatrice e attuale allenatrice dell&#8217;Inter Femminile.</strong></p>
<p>Rita Guarino, ex calciatrice plurititolata (5 scudetti, 6 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane, nonché 99 presenze in Azzurro e 38 reti in 2 Mondiali e 3 Europei) nonché allenatrice plurititolata (4 scudetti, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe italiane), è l&#8217;unica donna a guidare una squadra di Serie A. Dal 2021, infatti, è mister dell&#8217;Inter Femminile.</p>
<p>L&#8217;evento di lunedì 22 aprile verteva sul racconto dei suoi 40 anni di carriera nel mondo del calcio, da giocatrice prima e da allenatrice ora. «<em>È difficile condensare tutti questi anni in un racconto di una sera</em>» ha esordito l&#8217;allenatrice torinese aprendo l&#8217;incontro. «<em>Dopo essermi chiesta da dove partire, ho deciso di raccontare le tappe più importanti della mia esperienza attraverso 10 parole chiave</em>».</p>
<p><strong>STEREOTIPI</strong><br />
È la prima delle 10 parole che Guarino ha elencato durante la serata, spiegando che alcuni degli stereotipi in cui si è imbattuta all&#8217;inizio della sua carriera, forse, sono in auge ancora oggi.</p>
<p><strong>DIVERTIMENTO</strong><br />
«<em>Lo sport che si addiceva a una ragazza, quando ero giovane, non era il calcio, ma il pattinaggio artistico. Così, la mia famiglia scelse per me il pattinaggio ma io mi divertivo solo giocando a calcio nel cortile di casa, tirando il pallone contro i garage ed emulando le gesta dei Campioni dell&#8217;82</em>».</p>
<p><strong>BARRIERE</strong><br />
Il desiderio della giovanissima Guarino è quello di abbandonare i pattini a rotelle e giocare a calcio fuori da quel cortile. Quasi per caso scopre l&#8217;esistenza di una squadra femminile, la FCF Juventus, che si allena vicino a casa sua. «<em>La prima barriera con cui mi sono scontrata erano i miei genitori: come convincerli a farmi giocare a calcio? Una sera, mio papà mi accompagna a vedere un allenamento dell&#8217;FCF Juventus e chiede loro se posso fare un provino. Contro le sue aspettative, vengo presa subito e inizio a giocare in una squadra</em>». Nel giro di pochi anni, l&#8217;attuale mister nerazzurra inizia la sua avventura nel mondo del calcio, quello fuori dal cortile di casa, quello di serie B e di serie A, quello di Carolina Morace e quello della Nazionale nel primo campionato del Mondo.</p>
<p><strong>CONSAPEVOLEZZA</strong><br />
La chiamata per il primo Mondiale è arrivata a casa Guarino quando Rita aveva terminato gli studi superiori e iniziato a lavorare, mentre, ovviamente, continuava a giocare a calcio: «<em>Lavoro o Mondiale? Ho seguito il mio istinto e la mia passione e ho iniziato il mio viaggio. Durante il Mondiale ho raggiunto la consapevolezza di ciò che volevo fare e ho imparato l&#8217;umiltà trascorrendo in panchina quasi tutta la durata del torneo. Ma, quando mi è stata data la possibilità di giocare, mi sono fatta trovare pronta. Ho segnato davanti a circa 35/40mila spettatori e quell&#8217;emozione mi ha reso consapevole che quello che stavo facendo era realtà</em>».</p>
<p><strong>CAMBIAMENTO</strong><br />
Talvolta, per migliorarsi, è necessario mettersi in gioco e Guarino, tornata dal Mondiale sicura di ciò che voleva, decise di cambiare squadra: «<em>Mi era giunta voce che il presidente della Reggiana (all&#8217;epoca la squadra più forte) fosse interessato a me, ma non mi arrivò mai la sua chiamata. Così, a un certo punto, nonostante fossi una ragazza timida, lo chiamai io da una cabina telefonica e, due giorni dopo, firmammo per il trasferimento. <strong>A volte bisogna andare a prendersi le cose, mettendosi in gioco e superando i propri limiti</strong></em>».</p>
<p><strong>ANTICIPO</strong><br />
&#8220;Giocare d&#8217;anticipo&#8221; per la tecnica torinese, è stato fondamentale: parallelamente alla carriera calcistica, ha conseguito la laurea in Psicologia presso l&#8217;Università di Torino, specializzandosi in Psicologia dello Sport, e ha ottenuto il patentino da allenatrice. Tutto ciò le ha permesso di crearsi delle opportunità prima che queste si creassero da sole, perseguendo molteplici piani d&#8217;azione. «<em>Il mio suggerimento per tutti è quello di studiare. La priorità è il parallelismo, studiare non esclude lo sport e viceversa</em>».</p>
<p><strong>RESILIENZA</strong><br />
La prima opportunità che le si è presentata è stata quella di far parte dello staff tecnico federale della Nazionale Under 17, con il quale ha lavorato duramente per 7 anni nelle vesti di viceallenatrice raggiungendo due bronzi storici: uno all&#8217;Europeo U17 e l&#8217;altro al Mondiale U17. La sua, tuttavia, era una posizione che passava inosservata: «<em>In questi momenti bisogna avere la capacità di resistere e perseverare, senza mollare, anche quando la tua vita sembra scorrere nell’oblio più completo e nella scarsa considerazione</em>». E infatti, grazie anche alla sua caparbietà, di lì a breve arriva la svolta: nel 2015 la panchina dell&#8217;Under17 Nazionale viene affidata a lei, nel calcio diventa obbligatorio per le società professionistiche creare Under12 femminili e, nel 2017, gestisce e progetta da zero la prima squadra della Juventus.</p>
<p><strong>IMPEGNO</strong><br />
«<em>L’impegno è totale, non comprende solo il lato sportivo, ma è quello di essere in sinergia completa con un movimento che cresce. <strong>Il nostro è un impegno sociale perché non giochiamo soltanto a calcio, noi stiamo facendo una rivoluzione culturale</strong> e dobbiamo crescere insieme per abbattere le barriere e rendere questo sport ancora più visibile. Quando allenavo la Juventus, abbiamo giocato una partita contro la Fiorentina all&#8217;Allianz Stadium davanti a 39mila persone e lì ho capito che possiamo davvero permetterci di sognare».</em></p>
<p><strong>SFIDA</strong><br />
Juventus &#8211; Fiorentina all&#8217;Allianz Stadium è stata, forse, un&#8217;eccezione ma per renderla normalità, tutto il movimento, dai vertici alla base passando per le giocatrici, si trova ad affrontare sfide diverse ogni giorno per migliorarlo e farlo crescere.</p>
<p><strong>SOGNO</strong><br />
«<em>Quando io ho iniziato a giocare, non potevo sognare. All’epoca io potevo immaginare un mondo in cui tutto ciò fosse possibile, ma era un pensiero. Il sogno è qualcosa che abbiamo visto, che riportiamo dentro di noi e cerchiamo di afferrarlo perché vogliamo renderlo possibile. Certo, per vederlo realizzato c&#8217;è bisogno di impegno, competenza, formazione ma è qualcosa che ci si può andare a prendere e questo è quello che oggi regaliamo alle bambine»</em>.</p>
<p>L&#8217;evento, stimolante ed emozionante, si è concluso con uno scambio di opinioni tra tecnici e non, riguardo al futuro del calcio femminile e alle opportunità per le bambine e ragazze di oggi che, con le parole di Rita Guarino, «<em>possono raggiungere i loro obiettivi, restando in equilibrio e puntando verso la meta, senza mai guardare troppo avanti e nemmeno troppo indietro»</em>.</p>
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		<title>BCF Scuola Calcio Élite, ieri il terzo incontro di formazione &#8220;La tutela dei minori: il gioco nel calcio&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 11:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Brescia, 26 marzo 2024 – Si è tenuto ieri sera, lunedì 25 marzo 2024, presso la sala Sebino dell’hotel Master a Brescia, il terzo dei quattro incontri programmati per la stagione sportiva corrente nell’ambito del Progetto di Informazione attuato dal Brescia Calcio Femminile in quanto Scuola Calcio Élite, dal titolo &#8220;La tutela dei minori: il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Brescia, 26 marzo 2024 – Si è tenuto ieri sera, lunedì 25 marzo 2024, presso la sala Sebino dell’hotel Master a Brescia, il terzo dei quattro incontri programmati per la stagione sportiva corrente nell’ambito del Progetto di Informazione attuato dal <b>Brescia Calcio Femminile in quanto Scuola Calcio Élite</b>, dal titolo &#8220;<em>La tutela dei minori: il gioco nel calcio</em>&#8221; con relatrice la <strong>dottoressa Romana Caruso Mariani, psichiatra e psicoterapeuta esperta di psicologia sportiva. </strong></p>
<p>«<em>Tutelare i minori significa prendersi cura della loro emotività, stimolando una crescita interiore che vada di pari passo con quella esteriore</em>». Questo è il motivo per cui <strong>la Dottoressa Caruso Mariani ha incentrato il suo intervento sulla cura delle emozioni</strong> ponendo attenzione alle aspettative che, spesso, gli adulti ripongono nei più piccoli.</p>
<p>Durante la crescita dei futuri adulti, lo sport e il gioco hanno una funzione importante tanto quanto altri ambiti della vita. Questi, infatti, <strong>contribuiscono allo sviluppo cognitivo e a creare autostima nei bambini.</strong> Ma, affinché tutto ciò costituisca un processo positivo nella crescita dei piccoli, <strong>è fondamentale il ruolo degli adulti</strong> e, specificamente nello sport, quello degli allenatori. La Dottoressa ha mostrato come da diversi studi emerga che i bambini danno molta <strong>importanza ai giudizi dei padri e degli istruttori nell&#8217;ambito delle prestazioni sportive</strong>, e per questo motivo è necessario che «<em>chi lavora con i ragazzi abbia una competenza emotiva adeguata</em>». E ciò si traduce nel saper gestire determinate situazioni, ma anche nell&#8217;adottare un approccio comunicativo adeguato, e nel non impiegare a sproposito il ragionamento per ricompense.</p>
<p>Non sono da tralasciare, ovviamente, le <strong>figure genitoriali</strong>, anch&#8217;esse importanti nei percorsi sportivi dei propri figli:</p>
<p>«<em>I giovanissimi</em> &#8211; ha spiegato <strong>Romana Caruso Mariani</strong> &#8211; <em>devono essere lasciati liberi di decidere in autonomia se mirare a diventare atleti professionisti, qualora ne abbiano abilità e consapevolezza. È una capacità, però, che si raggiunge intorno ai 16 anni. Prima di allora, devono poter giocare e praticare anche più di uno sport per volta perché la specializzazione precoce porta solo al burnout</em>».</p>
<p>L&#8217;evento, aperto a genitori, istruttori, dirigenti, accompagnatori, collaboratori e atleti, si è concluso con uno scambio aperto e stimolante riguardo alla gestione delle emozioni in qualsivoglia ambito della vita: sportivo, lavorativo, famigliare, scolastico e tanti altri ancora.</p>
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		<title>BCF Scuola Calcio Élite, ieri secondo incontro di formazione &#8220;Approccio al calcio femminile in una visione globale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[samuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 12:32:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Brescia, 27 febbraio 2024 – Si è tenuto ieri sera, lunedì 26 febbraio 2024, presso la sala Sebino dell’hotel Master a Brescia, il secondo dei quattro incontri programmati per la stagione sportiva corrente nell’ambito del Progetto di Informazione attuato dal Brescia Calcio Femminile in quanto Scuola Calcio Élite, dal titolo &#8220;Approccio al calcio femminile in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Brescia, 27 febbraio 2024 – Si è tenuto ieri sera, lunedì 26 febbraio 2024, presso la sala Sebino dell’hotel Master a Brescia, il secondo dei quattro incontri programmati per la stagione sportiva corrente nell’ambito del Progetto di Informazione attuato dal <b>Brescia Calcio Femminile in quanto Scuola Calcio Élite</b>, dal titolo &#8220;<em>Approccio al calcio femminile in una visione globale</em>&#8221; con relatore<strong> Aldo Nicolini, allenatore della Prima Squadra del BCF</strong>.</p>
<p>Il tecnico biancoblu ha aperto l’incontro motivando la scelta dell’accezione “<strong>visione globale</strong>” in quanto il lavoro, oggi, si articola secondo «<i>una visione comune in cui l’allenatore è la figura di riferimento ma lo staff ha lo stesso valore e insieme si condividono opinioni e idee</i>».</p>
<p>Nicolini ha posto l’attenzione sul fatto che <strong>il calcio non si differenzia in base a chi lo pratica</strong> e, infatti, principi regolatori e struttura di allenamento sono gli stessi. D&#8217;altronde, quest’ultima viene preparata in base a come si vuole che la squadra giochi durante le partite. Ciò che cambia è il <strong>contesto</strong> e l’allenatore deve essere in grado di capire chi sono le persone con cui lavora e modulare gli allenamenti di conseguenza, a prescindere che siano maschi o femmine, seguendo «<i>un’elasticità che dobbiamo avere e che fa parte di una visione sistemica e globale</i>».</p>
<p>Il tecnico ha, poi, evidenziato <strong>alcuni aspetti che implicano un approccio diverso</strong> da parte dell’allenatore nella gestione di una squadra femminile rispetto a una maschile. Alcuni riconducibili alle caratteristiche fisiologiche (velocità di spostamento, forza), mentre altri riguardano dinamiche appartenenti, prevalentemente, al mondo femminile come, ad esempio, la gestione dell’errore.<br />
«<i>Le femmine lo accusano maggiormente rispetto ai maschi e l’allenatore deve tenere conto di questa dinamica</i>».</p>
<p>Altre<strong> questioni cruciali sono la comunicazione e la gestione del gruppo</strong> per le quali è fondamentale il concetto espresso in precedenza: capire il contesto in cui ci si trova proprio perché maschi e femmine reagiscono agli stimoli in modo diverso. Per spiegare meglio l&#8217;argomento, Nicolini ha fatto riferimento a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=nr5hcz5SNr8" target="_blank" rel="noopener">Julio Velasco e a un suo discorso</a> chiarificatore riguardo alla gestione di uno spogliatoio maschile e di uno femminile.</p>
<p>L’evento, a cui hanno preso parte numerosi tecnici, ha rappresentato l’occasione giusta per scambiarsi opinioni, idee e riflessioni riguardo all&#8217;approccio con calciatori e calciatrici e ha dato numerosi spunti su come strutturare al meglio alcune fasi di allenamento, a prescindere che la squadra sia femminile o maschile.</p>
<p>Il prossimo, nonché terzo, appuntamento del ciclo di incontri organizzati dal BCF in quanto Scuola Calcio Élite, è fissato per marzo e avrà come focus la tutela dei minori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BCF Scuola Calcio Élite: al via gli incontri di formazione. Ieri il primo: &#8220;Regolamento dell’Attività di base&#8221;</title>
		<link>https://www.bresciacalciofemminile.it/bcf-scuola-calcio-elite-al-via-gli-incontri-di-formazione-ieri-il-primo-regolamento-dellattivita-di-base/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[samuele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 10:45:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Brescia, 29 novembre 2023 – Si è tenuto ieri sera, lunedì 28 novembre 2023, presso la sala Monaco dell’hotel Master a Brescia, il primo dei quattro incontri programmati per la stagione sportiva corrente nell’ambito del Progetto di Informazione attuato dal Brescia Calcio Femminile in quanto Scuola Calcio Élite. L’evento appena conclusosi, dal titolo: “Il Regolamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Brescia, 29 novembre 2023 – Si è tenuto ieri sera, lunedì 28 novembre 2023, presso la sala Monaco dell’hotel Master a Brescia, il primo dei quattro incontri programmati per la stagione sportiva corrente nell’ambito del Progetto di Informazione attuato dal <b>Brescia Calcio Femminile in quanto Scuola Calcio Élite.</b></p>
<p>L’evento appena conclusosi, dal titolo: “<em>Il Regolamento dell’Attività di base con riferimento al calcio femminile</em>”, con <strong>relatore Matteo Passeri, Collaboratore Attività di Base SGS FIGC di Brescia</strong>, ha posto l’attenzione sull’importanza della <a href="https://www.figc.it/it/giovani/governance/comunicati-ufficiali/comunicato-ufficiale-n-1-figc-sgs-20232024/" target="_blank" rel="noopener">conoscenza dei regolamenti</a> dedicati, appunto, all’attività di base nei settori femminile e maschile, con il fine di istruire ed educare al meglio i giovani e giovanissimi talenti nel calcio.</p>
<p>Partendo da una panoramica della <a href="https://www.figc.it/media/2350/carta_diritti_bambini_vs_20_3_2012.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Carta dei diritti dei ragazzi allo sport dell’ONU</em></a> e della <em>UEFA Grassroots Charter</em>, documento stilato dalla Uefa e siglato dalla FIGC nel 2009 attraverso il quale gli enti collaborano al fine di sviluppare il calcio di base europeo grazie a standard comuni, Passeri ha illustrato le regole (con riferimento particolare al pallone da utilizzare, alle modalità di svolgimento e durata delle gare, alla dimensione dei campi, al fuorigioco e alla presenza o meno dei calcio di rigore) delle varie categorie facenti parte dell’attività di base.</p>
<p>La discussione si è poi incentrata sull’importanza di un <strong>aggiornamento continuo e costante</strong>, per tutti gli addetti ai lavori, e sul trasferimento di valori quali il rispetto delle regole, dei compagni e degli avversari, a tutti i piccoli calciatori e calciatrici.</p>
<p>L’evento, a cui hanno preso parte anche genitori, team manager, allenatori e arbitri, ha rappresentato l’occasione giusta per scambiarsi opinioni e risolvere dubbi anche in merito a come far <strong>rispettare i regolamenti FICG su tutti i campi e in tutte le gare</strong>, dando spunti per creare un ambiente sano ed educativo.</p>
<p>Il prossimo appuntamento è fissato per febbraio e avrà come focus l’allenamento della tecnica nel calcio femminile.</p>
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